Quanto guadagna una Social Media Manager?

Social Media Manager: un lavoro che può cambiare la vita delle imprese

Social Media Manager: un lavoro richiestissimo che può generare reddito online, permettendoci di lavorare da casa. Un’ottima opportunità per chi ama stare sui social, ha abilità di scrittura e di relazione e vuole favorire il commercio locale.

Perché è così importante il lavoro della Social Media Manager?

Perché, soprattutto con la pandemia, moltissime aziende, piccole medie imprese italiane e anche piccoli negozi e botteghe, hanno improvvisamente scoperto di aver bisogno di una presenza forte su Internet e di essere impreparati a gestirla.

Oggi essere online è fondamentale, per una piccola impresa o un negozio locale: non solo con un eCommerce e un sito web, ma con una capillare presenza sui social. Instagram, Facebook, Pinterest, YouTube, TikTok: ogni attività avrà il suo social di riferimento e, dunque, la necessità di comunicare al meglio per incontrare la sua community.

Quali sono le attività di una Social Media Manager e Strategist?

La SMM si occupa di moltissime attività online, che non riguardano solo la pubblicazione sui social dei clienti.

LEGGI: Come lavorare da casa come Social Media Manager e Strategist

Deve avere alcune competenze tecniche specifiche, come:

  • saper creare piani editoriali
  • misurare i dati degli analytics e degli insight
  • scattare eventualmente fotografie ed elaborarle
  • realizzare grafiche per i social
  • pianificare campagne di advertising online

La Social Media Manager e Strategist deve creare contenuti accattivanti e memorabili, a nome di altri: deve quindi saper impostare il giusto tono di voce e stile comunicativo, adattandolo al contesto e al target di riferimento.

Deve lavorare sull’engagement della community: attiva le interazioni dei fan e accresce i follower delle pagine social pubblicando contenuti coinvolgenti, informativi, autorevoli.

Rappresenta, infine, un primo customer care virtuale: risponde ai messaggi privati, intercetta le opinioni degli utenti, sollecita i feedback e filtra le domande, in modo da far percepire la presenza del brand in modo costante e autentico.

Quando guadagna una Social Media Manager e Strategist?

Lavorare da casa guadagnando online non è sempre una passeggiata: bisogna chiaramente aprire la P IVA e investire in tecnologia. Un computer, uno smartphone performante, una buona connessione ad internet.

Questo tipo di attività, che si configura come attività da freelance (libera professionista), richiede anche buone capacità organizzative, in modo da gestire bene i propri orari di lavoro, pianificare le attività con un certo margine, dedicare alcune ore alla formazione personale e altre ore all’instant marketing, ovvero all’individuazione dei trend più attuali.

Il guadagno ovviamente dipenderà dal tipo di esperienza e dal tipo di cliente.
Nel corso Master di Provincia – Strategist e SMM, vi spieghiamo come lavorare online!
Avete inoltre la possibilità di sostenere un esame finale con Veronica Spora Benini ed essere consigliate sul sito di Corsetty nella sezione TROVA SMM: in questo modo ottenete una certificazione di SMM, che vi permette di ricevere i primi eventuali contatti direttamente a fine corso.

Social Media Strategist & Manager

Per chi vuole diventare Social Media Strategist e Manager freelance, ma anche per arricchire il proprio skillset e magari entrare a lavorare in un’azienda.

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Se lavorate in ambito locale, vi basteranno 5-6 clienti per avere un introito mensile dai 1500eur in su. Tendenzialmente, la media dei guadagni si aggira in un range di 30-40mila euro lordi l’anno, a seconda del numero di clienti e della dimensione delle aziende per cui si lavora.

4 obiettivi di una buona Social Media Manager

Vi raccontiamo 4 passi fondamentali del lavoro della SMM: le basi per impostare una strategia social corretta, che funziona, che vi permette di portare risultati veri ai vostri clienti e dunque continuare a lavorare online con profitto.

1. Definire il target

Per prima cosa dobbiamo conoscere molto bene il brand per cui lavoriamo e dunque identificare e descrivere il suo target.

Dobbiamo imparare a definire le buyer personas, quindi: capire quali sono i clienti attuali e capire chi possono essere i clienti potenziali.
Quali sono le loro abitudini di acquisto, il loro budget, il sistema di valori, i riferimenti culturali.

Capire esattamente dove si trovano queste persone: su quale social trascorrono il tempo? Che tipo di contenuti si aspettano?

2. Adattare la strategia social al piano di marketing

Individuiamo bene i bisogni dei clienti, che non possono essere genericamente: voglio più follower, voglio più fatturato.

Progettiamo una strategia commisurata:

  • al territorio: se si tratta di una attività locale, qual è il raggio chilometrico in cui le persone sono disposte a spostarsi?
  • alle capacità produttive: quanti nuovi clienti questa attività può servire nell’immediato, e come può strutturarsi per ampliare la clientela?
  • al budget: qual è l’investimento mensile per retribuire le nostre attività e il budget per le sponsorizzazioni?

Definiamo un piano di marketing fattibile e realizzabile e utilizziamo i social per renderlo possibile.

3. Rafforzare la brand awareness

Nel computo delle attività come SMM, rientrerà sicuramente anche la strategia per aumentare la visibilità del brand e la sua riconoscibilità.

Spesso le piccole attività locali non hanno budget per impostare una brand identity ‘di lusso’. Quindi dobbiamo essere motivate e capaci anche nel prendere in mano gli aspetti visivi del brand: logo, colori, font, grafiche.

Definiamo i valori e la promessa del brand: quali sono i suoi punti di forza, qual è la sua promessa di valore e in che modo possono essere comunicati? Scegliamo un pay off (slogan) che a primo impatto renda subito comprensibile i valori del brand, il suo modo di lavorare, il tipo di attività svolta.

Brand awareness è la conoscenza del marchio: come possiamo rendere riconoscibile e memorabile questa attività? Quali iniziative di valore e che tipo di comunicazione sono necessarie, per ampliare il suo parco clienti ed essere scelto?

4. Impostare gli obiettivi e misurarli

Infine, ricordiamoci che il mestiere della SMM è fatto anche di dati e numeri: impostiamo degli obiettivi chiari sin dall’inizio, e comunichiamoli al cliente – condividendo con lui i vari step da seguire.

Obiettivi possono essere

  • riconoscibilità del brand
  • aumento dei follower
  • aumento delle vendite
  • iscrizione alla newsletter o gruppo whatsapp
  • incentivare vendite online
  • incentivare consegne a domicilio
  • aumentare i clienti fidelizzati
  • aumentare le vendite in determinati periodi

Per ognuno di questi obiettivi, chiediamoci: Come? In quanto tempo? Con quali risorse?

Noi crediamo moltissimo nel lavoro della Social Media Manager di provincia: là fuori ci sono migliaia di piccole attività che hanno bisogno di essere guidate in un percorso di digitalizzazione che – onestamente – può fare la differenza tra il prosperare e il dichiarare fallimento.

Questo lavoro, dunque, è ben più che pubblicare quattro foto e quattro copy su Facebook e Instagram: può davvero incidere sul benessere delle persone, dei piccoli brand, degli artigiani italiani e – dunque – influire sul territorio.

Un territorio locale che resta vivo, sano, florido – nonostante le crisi economiche e la pandemia – è per sua definizione un presidio di legalità e benessere per tutti i cittadini che lo abitano.

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