Il Business dopo il Coronavirus: 4 consigli da mettere in pratica per rilanciare la propria azienda

Corsi online di marketing digitale: gli strumenti per accrescere il proprio business

Dicevano che il Coronavirus ci avrebbe cambiati in meglio, ma i problemi economici e gli strascichi psicologici di questa pandemia ci hanno segnati irrimediabilmente e hanno cambiato profondamente la nostra vita, o almeno le nostre abitudini.

Se da una parte vi consigliamo di ritrovare il vostro baricentro con l’aiuto di uno psicologo, dall’altra parte noi crediamo nell’empowerment professionale come strumento per migliorare – anche – la propria situazione lavorativa.

Per questo esistono i corsi online di marketing digitale di Corsetty: per darvi gli strumenti che vi permettano di accrescere il vostro business.

Corsi di marketing digitale online

I corsi di digital marketing di Corsetty sono studiati per essere concreti: dall’idea di business alla sua vera applicazione.

Contengono video, testi, infografiche, slide, PDF da scaricare ed esercizi da fare.
Alcuni corsi possono anche essere auto correttivi, poiché contengono dei test di autovalutazione per rinforzare gli argomenti studiati.

Un corso online è sufficiente per specializzarsi nel marketing?
Sì, se studiate con cura e soprattutto fate esperienza diretta di ciò che apprendete.

Non esistono, infatti, certificazioni particolari per chi lavora online. Social media manager, social media strategist, influencer, proprietario di eCommerce: tante di queste professioni non sono normate da un corso di Laurea o un Master tradizionali.
Sono competenze che potete acquisire online e con l’esperienza sul campo.

Business locali e piccole aziende: cosa è cambiato con il Covid

Durante il lockdown le piccole attività (ove possibile) si sono affrettate a fornire servizi online o comunque servizi a domicilio: la consegna a casa, le chat con i clienti, le pagine Facebook e Instagram, piccoli eCommerce costruiti al volo, pagamento con POS o con sistemi di cashback.

Le persone hanno imparato a riscoprire i negozi di prossimità, poiché erano impossibilitate per Decreto a uscire dal proprio Comune.
Hanno anche imparato a conoscere gli artigiani online: molti acquisti online si sono spostati dalle grandi catene del fast fashion alle piccole – e ben fatte – produzioni artigianali.

Dopo il lockdown, cosa è accaduto?

Quello che veniva definito revenge shopping forse non si è visto: le persone non sembra si siano fatte prendere dagli acquisti compulsivi. Forse per gestire meglio un’economia familiare un po’ incerta, forse perché alcuni hanno cambiato le proprie abitudini di acquisto in favore degli artigiani, forse per potersi permettere le vacanze.

I luoghi del turismo italiani si sono riempiti (pare che in alcune regioni si sia potuta recuperare economicamente la stagione), le città si sono svuotate come sempre.

I negozi locali e le piccole imprese, sono riusciti nell’intento di fidelizzare i nuovi clienti?

Ne sapremo di più in Autunno, ma guardando al nostro territorio no, questo non è accaduto.
Appena è stato possibile, molti di quei clienti sono tornati nei loro posti preferiti, spesso anche macinando qualche chilometro in più, pur di arrivarci.

Se da una parte sono state premiate professioni locali molto specifiche, come parrucchieri ed estetisti che si sono mostrati particolarmente virtuosi in materia di sanificazione, dall’altra parte i negozietti locali, i bar e i ristoratori locali hanno subito un grave contraccolpo.

In alcuni di questi casi, possiamo affermare che il problema della mancata fidelizzazione dei nuovi clienti sia davvero legato al marketing e al marketing digitale: molti piccoli imprenditori erano impreparati sia rispetto alle conoscenze di marketing tradizionale, sia rispetto al marketing digitale.

Basti pensare che in Italia il 70% delle aziende artigiane ha un sito web, ma solo il 12% di queste vende online in Italia: quanto c’è da fare? È per questo che vi diciamo che c’è ancora spazio, per chi vuole lavorare nel marketing digitale!

Ipotesi sulla mancata fidelizzazione dei nuovi clienti da parte di piccole aziende o negozi locali
  • improvvisazione: molti commercianti si sono improvvisati con pagine FB, messaggi whatsapp e telefono, escludendo di fatto alcune fasce di persone – per esempio gli anziani o i giovanissimi – che non utilizzano gli stessi messi di comunicazione
  • pagamenti digitali: molti non avevano POS portatili, né sistemi di pagamento digitale (del resto ancora oggi, molti negozi non possiedono il POS, nonostante sia obbligatorio)
  • burocrazia: non essendosi attrezzati per tempo, molti hanno improvvisato consegne a domicilio non perfettamente ‘legali’ (per esempio cibi freschi senza furgoncini refrigerati, che mantenessero la catena del freddo), quando – organizzandosi per tempo – avrebbero potuto fornire un servizio migliore
  • scarsa organizzazione: molti non sono riusciti a far fronte a tutte le richieste per mancanza strutturale di personale, o per scarse capacità di pianificazione
  • mancanza di autenticità: per diverse settimane gli acquisti sono stati una corsa all’accaparramento, quasi come se stipare in casa 60 rotoli di carta igienica fosse la soluzione all’armageddon, quindi l’acquisto non era ‘autentico’, ma mediato dalla ‘paura’
  • mancanza di relazione: questi acquisti compulsivi e l’inesperienza digitale dei commercianti non hanno contribuito a creare una relazione profonda tra cliente e azienda; i negozianti stessi probabilmente non erano preparati a creare quelle piccole magie necessarie a fidelizzare persone online

Vi riconoscete in alcuni di questi pensieri?
Come possiamo porvi rimedio?

4 idee post Covid, per migliorare la salute del proprio business

Ecco dunque le 4 lezioni che il Covid ci ha impartito sul business online e offline: le cose importanti che abbiamo imparato che possiamo mettere subito in pratica per migliorare il nostro business e rendere più profittevole la nostra azienda.

1 – Essere presenti online è fondamentale, tanto quanto presidiare i propri canali social

Aziende, negozi locali e piccole attività artigiane devono avere canali social funzionanti tutto l’anno, per garantire due punti fondamentali dello stare online e fidelizzare le persone: presenza e presidio.

Presenza significa esserci: scegliere i canali social giusti per la propria attività.
Non è infatti presenzialismo, ma scelta: non tutti i canali social sono utili in un business.

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Bisogna valutare soprattutto il proprio target: dove sono i nostri futuri clienti?
Ci cercano su Facebook, su Instagram?
Oppure ci cercano tramite ricerca organica, per cui ci è più utile avere un sito internet e una presenza su Google My Business?

Presidio significa che la nostra presenza sul canale social che abbiamo scelto deve essere costante.
Spesso, invece, apriamo profili su tutti i social e poi non li aggiorniamo mai.

Questo non solo non invoglia le persone a entrare in contatto con noi, ma le scoraggia: di norma, le persone sono portate a pensare che l’attività sia chiusa, se i suoi canali non sono aggiornati.

Essere presenti senza costanza non basta.

I social sono luoghi di incontro tra persone.
Le persone nei social cercano qualcosa che sia interessante, coinvolgente, emozionale o relazionale.

Quindi non è sufficiente presidiare i social e aggiornarli, ma bisogna anche avere dei contenuti da condividere.

Il classico profilo ‘catalogo’, con le foto dei prodotti anonime, non funziona.
Perché i social non sono una brochure: sono il luogo dove la gente cerca interazione umana.

I contenuti sono il mezzo attraverso cui esprimiamo la nostra presenza online.
Che tipo di contenuti vogliamo proporre agli utenti?

Le persone sono più portate a condividere contenuti che trattino uno o più di questi 4 temi >

Contenuti interessanti ci permettono di coinvolgere le persone, senza affidarci alla pubblicità interruttiva

Pubblicare informazioni, video, testi che interessino davvero le persone, non significa per forza promuovere in modo diretto ciò che facciamo e produciamo, ma raccontare la nostra storia, veicolare le nostre qualità.

È molto più efficace un piccolo video di qualità decente in cui, mettendoci la faccia, parlate dei benefici del vostro prodotto e servizio, piuttosto che una foto buttata lì a caso, accompagnata da una scritta imperativa:
Vi aspettiamo!!! Comprate!!! Cosa state aspettando????????

Non siamo in un bazar: stiamo entrando in casa delle persone, attraverso il loro telefonino, e dobbiamo farlo elegantemente e intelligentemente.

> Contenuti ironici

Di norma, chi legge un contenuto divertente tende a condividerlo, perché desidera essere apprezzato da amici e conoscenti, diventando veicolo di divertimento.

Attenzione però che l’ironia deve far ridere tutti, non ridere DI tutti: se non fate attenzione, rischiate di giocarvi la reputazione.

Non esiste ironia su temi delicati come la parità di genere, la violenza, le minoranze, i migranti. Temi delicati, che bisogna affrontare veramente in modo consapevole, sono quelli che riguardano tutti i tipi di ‘fede’: religione, politica e calcio.

> Processo di immedesimazione

Le persone che si immedesimano in un contenuto che leggono od osservano, sono più portate a condividerlo con i propri amici, perché con essi condividono gli stessi valori.

Si sentono quindi rappresentate, chiamate in causa e motivate all’azione: chiaramente questo accade se il contenuto è autentico, non se è una zuppa di contenuti banali.

> Il tutorial o contenuto di servizio

Molto efficace condividere contenuti in cui spieghiamo qualcosa di utile.

Per esempio?
Il parrucchiere che in lockdown, quindi senza possibilità di lavorare, crea video sulla pagina FB per mostrare come si fanno le trecce, oppure si fa la piega.
Oppure il panettiere che durante il lockdown spiega come impastare il pane a casa.

Quanto li avremmo trovati utili, e soprattutto autentici?
Sicuramente saremmo entrati in relazione con loro, magari anche provando un sentimento di gratitudine misto a curiosità, e una volta terminato il periodo di chiusura forzata, avremmo avuto piacere di recarci nel loro negozio per usufruire del loro servizio.

Non abbiate paura, infatti, di condividere ciò che sapete: se siete dei professionisti, potete spiegare anche nei minimi particolari come ottenere una piega mossa in 10 minuti, che tanto nessuno in casa la farà come voi, che avete studiato anni per ottenere quella capacità!

> Causa sociale

Alle persone piace sentirsi utili: se proponete una causa causa importante che li tocca da vicino, saranno propensi a condividerla e a partecipare, se condividono i vostri stessi valori.

Ecco dunque che si può parlare di attivismo, salvaguardia dell’ambiente, diritti, raccolte per la ricerca, empowerment, creando non solo un contenuto di valore, ma anche azioni di valore.

Per esempio? Il negozio di detersivi che decide di inserire una sezione di prodotti alla spina, con lo scopo di ridurre la plastica monouso nel suo negozi.

Insomma: la gente vuole mostrare i propri valori, e trovare dei contenuti di qualità che la descrivano in modo coerente.

2 – Essere agili: imparare a cambiare insieme alle circostanze

Le piccole aziende hanno sicuramente meno risorse personali e anche meno aiuti statali.
Diciamo che, in parole povere, non si possono permettere il lusso di fare un buco nell’acqua.

Di contro, però, hanno un vantaggio: sono abbastanza piccole per mettere in atto cambiamenti veloci, adottare soluzioni flessibili e trasformarsi in modo agile.

Se dunque in tempo di Covid il parrucchiere di cui sopra non poteva lavorare, rischiando veramente di chiudere un’attività in cui aveva investito tutto, poteva però facilmente riconvertirsi: IL MIO CORSETTY è stato inventato da Veronica proprio per questo, in tempo di lockdown. Per dare a tutti gli strumenti per creare un proprio corso online remunerativo.

IL MIO CORSETTY

Il lavoro non è più soltanto fisico: siamo nell’era digitale, e con la quarantena molte attività attraversano un periodo nero. Non tutti i lavori possono essere “traslocati” on line, ma molti sì. A volte non è il tuo lavoro a poter essere sfruttato come e-commerce ma le tue competenze ed esperienza possono diventare un corso on-line e possono essere preziose per insegnare il tuo lavoro ad altre persone.

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Torniamo al nostro parrucchiere: avrebbe potuto creare un videocorso per aspiranti parrucchieri, per insegnare loro i trucchi del mestiere. Oppure, come la Sciampista, dei mini video su come fare lo shampoo, come trattare la forfora, i capelli grassi, la caduta dei capelli, ecc…

A questo servizio, avrebbe potuto legare una consulenza personalizzata via skype, e magari avrebbe anche potuto vendere online i suoi prodotti professionali, quelli che ha normalmente in negozio.

Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge, non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.

Luigi Einaudi

Ora, chiaramente stiamo giocando a fare delle ipotesi, ma provate ad applicarlo alla vostra attività: come avreste potuto offrire un servizio a distanza?

3 – Sostenibilità e personalizzazione saranno la vera sfida del futuro

Quando ci sono meno soldi, le persone tendono a spenderli in modo diverso, in modo più oculato.
A questo si accompagna la crescente attenzione verso i temi della sostenibilità ed ecologia: molti giovani vogliono comprare meno, ma meglio. Fare scelte più green.

Questa è una grande opportunità per chi ha piccoli business e agilmente può rendere più green i suoi prodotti, o il suo processo di vendita.
Per esempio iniziando dal packaging e dagli imballaggi: meno plastica, imballi biodegradabili, soluzioni salva spazio, ecc…

Allo stesso tempo, grande opportunità sarà rappresentata dalla possibilità di personalizzare ogni prodotto: non solo con il monogramma del cliente, ma anche con le sue foto, i suo colori. Persino la sua misura!

Un esempio unico tra tutti, in Italia, è il brand Betty Concept, che permette di comprare online capi realizzati su misura.
Non è più il corpo della donna a doversi conformare all’abito, ma l’abito che si trasforma in un prodotto unico, che valorizza quella persona, quel corpo, quella bellezza.

4 – Raccontiamo l’energia che mettiamo nella nostra azienda: la relazione prima di tutto

Comunicare meglio la nostra azienda, il nostro lavoro, l’impegno che ci mettiamo: questa è la cura che dobbiamo avere per le persone.

Perché quelli che comprano i nostri prodotti e servizi non sono solo clienti – e non vogliono sentirsi tali -, ma sono persone: ciascuna con la sua storia, le sue motivazioni, le sue credenze.

Ci piace ciò che facciamo? Raccontiamolo! L’energia che impieghiamo a raccontare la bellezza del nostro lavoro è ciò che può fare la differenza tra l’anonimato e il branding.

Non abbiate paura dell’intimità, di scoprire il fianco: quando offriamo noi stessi in modo autentico, con la nostra umanità, le persone sanno averne molta cura.

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